Mary Lipian

  • "Chance" tecnica: olio su tela dimensioni: 122 x 92 cm
    "Holyport" tecnica: olio su tela dimensioni: 122 x 92 cm
  • "Le Basier" tecnica: acrilico su tela dimensioni: 61 x 61 cm
    "Le Basier" tecnica: acrilico su tela dimensioni: 61 x 61 cm
  • "Dreamusic 2" tecnica: olio su tela dimensioni: 92 x 92 cm
    "Dreamusic 2" tecnica: olio su tela dimensioni: 92 x 92 cm
  • "Flighty" tecnica: acrilico su tela dimensioni: 61 x 61 cm
    "Flighty" tecnica: acrilico su tela dimensioni: 61 x 61 cm
  • "Holyport" tecnica: olio su tela dimensioni: 122 x 92 cm
    "Chance" tecnica: olio su tela dimensioni: 122 x 92 cm

Mary Lipian è un’artista californiana laureata prima alla Yale University e successivamente alla University of California, Los Angeles e alla Boston University con due lauree in psicologia. Questo suo background in psicologia clinica rimane comunque la maggiore influenza all’interno delle sue opere. Mary ha studiato arte al San Francisco Art Institute ed ha esposto le sue opere in Francia (a Parigi), nel Regno Unito (a Eastbourne) e negli U.S.A. (a San Francisco).

Le opere più recenti di Mary Lipian, esposte nell’odierna mostra, riescono a catturare “FLIGHT” (il volo) in tutta la sua ambivalenza ed in tutta la sua ambivalente ambiguità. Le opere in mostra trasudano conforto ma allo stesso tempo angoscia; avvii e conclusioni, come forme che si librano in aria vertiginosamente dal suolo – o che in realtà non lo abbandonano mai. Amore celato nel rancore. Disperazione che sfavilla nell’aura della speranza.

“FLIGHT” (il volo) è un’apparizione – probabilmente, come se fosse catturata attraverso il finestrino di un aeroplano? – nel volo dell’immaginazione di un’artista americana.

La mostra precedente, “Catwalk” (sfilata), è nata quando Mary si trovava a Milano per la settimana della moda. L’eleganza, la bellezza, il glamour delle sfilate la portarono a considerazioni sulle donne e in generale sulla femminilità umana; come alcune volte viene levigata verso la più alta bellezza (la moda, abbellirsi nel viso, scintillii di luce), altre volte degradata verso il primitivo ed il vile (la prostituzione, lo stupro, lo sfruttamento perverso di coloro che dicono di amarci). A sua volta, queste immagini così dicotomiche, portarono Mary a meditare su quelle altre creature ugualmente bipolari, mutevolmente opposte, che frequentano il mondo delle “Catwalks” (sfilate): i gatti stessi! Arroganti ma amorevoli; profondi ma distaccati – l’esperienza felina degli estremi è quasi analoga a quella trasferita dagli esseri umani sulle proprie femmine di homo sapiens.

In questa mostra, i gatti con i loro innumerevoli stati d’animo durante la danza nella passerella della vita, comportandosi letteralmente come un coro greco, criticano le femmine umane che danzano nella sfilata con loro – scintillano sotto i riflettori dell’amore femminile impostato dall’alto o soffocano nell’oscurità della fragilità femminile, umiliata e schiacciata. Nel frattempo, un ammasso di critiche – “The Scents” (le scie) – sono raggruppate insieme al di dietro ed osservano: Rimosso, Slegato, Supremo.

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