Masaaki Hasegawa

  • Mostra personale presso Galleria360 2
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  • Mostra presso la Galleria360
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  • Untitled Oil on canvas 56x76cm (Composition)
    Untitled Oil on canvas 56x76cm (Composition)
  • Untitled Oil on canvas 56x76cm (Composition)
    Untitled Oil on canvas 56x76cm (Composition)
  • Untitled Oil on canvas 56x76cm 2
    Untitled Oil on canvas 56x76cm 2
  • Untitled Oil on canvas 56x76cm
    Untitled Oil on canvas 56x76cm
  • Mostra personale presso Galleria360
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Dopo aver lavorato come architetto per lungo tempo in Giappone, sua terra natale, Masaaki Hasegawa, inizia la propria esperienza artistica come autodidatta.

Affascinato dalla suggestiva bellezza del Monte Fuji e subendo la magia dei suoi colori, lo elegge a protagonista assoluto dei suoi primi dipinti.

Inizia così un appassionato e meticoloso studio che ha per oggetto il colore.

Se dunque la strada è quella dell’espressionismo cromatico, del tutto nuova e personale è l’indagine portata avanti dall’artista giapponese.

La ricerca pittorica di Hasegawa infatti, più che ad esplorare le diverse potenzialità cromatiche ed interazioni dinamiche, è incentrata sulla definizione e scoperta del “senso del colore”: ovvero la capacità dei colori di generare libere associazioni mentali e processi creativi sollecitando il sub-conscio di chi l’osserva.

Perseguendo tale obiettivo l’artista sperimenta l’uso di una ristretta gamma di tinte e, concentrandosi di volta in volta su un singolo colore, lo associa e contrappone al tempo stesso, al nero, espressione per eccellenza della totale assenza di ogni cromatismo.

Osservando le opere di Masaaki Hasegawa non possiamo però non notare una certa predilezione per il verde, emblema di quello stretto ed intimo rapporto che da sempre lega l’uomo alla Natura, all’ambiente circostante.

Tale colore cioè, nelle sue diverse ed infinite declinazioni, esprime in un certo senso quella condizione primigenia di profonda immersione dell’organismo umano nella Natura e nelle sue “forze spirituali”.

Un universo dunque, osservato ed interpretato alla luce di un modus cogitandi nel quale non vi è una netta separazione tra le diverse sfere, ma bensì un fecondo e continuo scambio; un mondo cioè, dove gli opposti non rappresentano necessariamente esperienze assolute e distinte, ma possono essere viste come i punti estremi di una stessa realtà.

Questo è il sostrato culturale dal quale traggono alimento le opere di Hasegawa; ciò lo possiamo anche scorgere e rintracciare nei suoi dipinti in quelle forme semplici ma eleganti, delimitate ed individuate da linee sinuose ed ondulate, che tra continui giochi di opposizione e complementarietà, di unione e contrapposizione, non evocano solo processi di germinazione creativa

incessanti.