Mostra: Mostra collettiva “ART is NOW”

Organizzatori: Arch. Riccardo Piagentini, Art. Director Angela Fagu

Inaugurazione Mostra: giovedì 30 Aprile 2015 ore 19:00

Durata Mostra: 30 Aprile 2015 – 25 Maggio 2015

Luogo: Galleria360 Via il Prato 11r Firenze

Sito web: www.galleria360.it

Email: info@galleria360.it

Tel. +39 0552399570

Orario apertura: da martedì a sabato compresi dalle 10:00 alle 19:00, lunedì dalle 15:00 alle 19:00

 

Ingresso libero

 

Comunicato Stampa

 

“Non limitarti a praticare la tua arte, ma sforzati di capirne i segreti, poiché l'arte stessa e la conoscenza innalzano l'uomo verso il divino" (Ludwig van Beethoven)

 

La Galleria360, in occasione della Notte Bianca fiorentina, propone un imperdibile doppio appuntamento: la mostra personale dell’artista giapponese Masaaki Hasegawa e “ART is NOW”, mostra collettiva di artisti internazionali.

L’inaugurazione si terrà Giovedì 30 Aprile 2015 a partire dalle ore 19.00 presso la Galleria360, via il Prato 11r Firenze; durante la serata inoltre musicisti jazz suoneranno dal vivo animando la serata e creando un felice connubio tra Arte e Musica.

Ospite per la seconda volta della Galleria360, Masaaki Hasegawa nella sua mostra personale presenterà opere inedite, attraverso le quali, oltre alla raffinata tecnica sarà possibile apprezzare l’evoluzione stilistica e la maturazione artistica del pittore giapponese. Dopo aver lavorato  a lungo come architetto in Giappone, sua terra natale, Masaaki Hasegawa rimane affascinato dalla suggestiva bellezza del monte Fuji e, subendo la magia dei suoi colori, intraprende una ricerca pittorica innovativa incentrata sul colore e sulla forma. Colore e forma non possono esistere separatamente nella composizione. Dall’abile accostamento di queste due componenti essenziali, non solo scaturisce una composizione pittorica equilibrata ed armoniosa, ma dal privilegiato rapporto di entrambi gli elementi vengono anche potenziate emozioni e sensazioni dell’osservatore.

L’artista sarà presente all’inaugurazione, durante la quale illustrerà ai presenti la particolarissima tecnica, audace connubio tra oriente ed occidente, con la quale realizza le proprie opere.

 

“ART is NOW”, attraverso l’opera di talentuosi artisti internazionali, mostra invece come l’attuale panorama artistico sia estremamente ricco, variegato e in stretta connessione con i molteplici stimoli culturali e artistici che caratterizzano la nostra contemporaneità.

Walter Benjamin affermava che l’opera d’arte è ciò che esiste in un preciso “hic et nunc”.  “ART is NOW” è una mostra che afferma il “qui ed ora” delle opere d’arte, ovvero della loro esistenza unica e irripetibile nel luogo in cui sono generate. Ogni opera nasce infatti in un luogo lontano e sconosciuto della mente, ma si sostanzia e vive nel presente storico nel quale è stata creata e, per questo, porterà  sempre in sé le stigmate dei processi culturali e sociali del suo tempo. Dunque, l’artista contemporaneo ha il dovere e l’opportunità di  progettare un’opera per il presente, per “l’oggi”; ma al tempo stesso l’artista che “non si limiterà a praticare la propria arte” (L. Van Beethoven), che si mostrerà invece capace di essere anticipatore, visionario, in giusta misura innovatore, l’artista cioè in grado di andare “oltre” quell’hic et nunc, “forzando la propria arte verso i suoi segreti”, creerà dei capolavori; ovvero opere d’arte in grado di aprire gli occhi della mente e del cuore,  di sospingerci verso l’alto. Del resto, “l’arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito. Anzi, è come una porta aperta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano.” ( Papa Benedetto XVI )

 

Virginia Bazzechi Ganucci Cancellieri

Video presentazione

Video Interviste

Ospite per la seconda volta della Galleria360, Masaaki Hasegawa nella sua nuova mostra personale presenta opere inedite, attraverso le quali, oltre alla raffinata tecnica è possibile apprezzare l’evoluzione stilistica e la maturazione artistica del pittore giapponese. Dopo aver lavorato a lungo come architetto nella sua terra natale, ovvero il Giappone, Masaaki Hasegawa rimane affascinato dalla suggestiva bellezza del monte Fuji e, subendo la magia dei suoi colori, intraprende una ricerca pittorica innovativa incentrata sul colore e sulla forma. Colore e forma non possono esistere separatamente nella composizione e il loro bilanciamento armonioso diventa l’ardua sfida artistica nella quale il pittore decide di cimentarsi. Dall’abile accostamento di queste due componenti essenziali però, non solo scaturisce una composizione pittorica equilibrata ed elegante, ma si sostanzia anche l’astrazione di Hasegawa.

Infatti, nelle opere in mostra il tradizionale rapporto che lega pittura e realtà si spezza: l’artista, sull’esempio di Mondrian e Kandiskij, si avvia verso un progressivo distacco dall’oggetto fenomenico che lo conduce sulla via dell’astrazione, ma al tempo stesso si distanzia anche dai due padri dell’astrattismo, elaborando uno stile estremamente personale e caratterizzato dall’abbandono del pennello in favore della spatola. La pittura, liberata quindi dalla sua funzione descrittiva e narrativa, si pone al di là della realtà e dunque della forma: la composizione viene così scandita dal ritmo di linee orizzontali e verticali, come dal rapporto tra i diversi valori cromatici, che, nello spazio pittorico della tela, diventano espressione di quel “ritmo dinamico delle relazioni” che si instaurano fra le varie forze spirituali e vitali dell’universo. Hasegawa rappresenta in sostanza l’immagine di un mondo svuotato, purificato dalle forme dell’apparenza e filtrato attraverso il dato di coscienza dell’artista stesso. Nei suoi dipinti il pittore giapponese non descrive quindi la natura secondo una visione particolare, ma si fa interprete di quell’esigenza interiore, uguale per tutti, di essenzialità, semplicità e di assoluto, riuscendo così a giungere a un’arte nuova, universalmente comprensibile e nella quale tutti si possono riconoscere. Infatti, dietro il reticolo vibrante di sottili linee colorate, l’artista esemplifica la sintesi di tutti gli opposti, lo scioglimento, nel puro mondo delle forme, del dramma che nella vita umana vede in perenne conflitto i bisogni materiali e le istanze spirituali. Sempre perseguendo tale obiettivo, il pittore giapponese sperimenta poi l’uso di una ristretta gamma di tinte e, concentrandosi di volta in volta su un singolo colore, lo associa e contrappone al tempo stesso, al nero, espressione per eccellenza della totale assenza di ogni cromatismo. L’astrazione di Hasegawa si precisa dunque nello studiato equilibrio tra quantità spaziali, linee e colori che nascono da necessità interiori e vivono nella totalità del quadro.

 Nella costruzione metodica, nel modo di procedere attento e sensibile, così come nella meticolosa cura, che permea i dipinti di Masaaki Hasegawa, sembra in qualche modo di scorgere le parole di Piet Mondrian, il quale sosteneva che in un’opera “ogni linea estranea, ogni linea fuori posto, ogni colore applicato senza cura e rispetto sufficienti, possono distruggere il tutto, ossia lo spirito”.

Virginia Bazzechi Ganucci Cancellieri

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